
|
Ciò che mi ha spinto a produrre un sito ristretto su Campaegli e su tutti gli aspetti a lei correlati, non è nient’altro che l’amore che ho per questi luoghi , che ammetto è quasi un fanatismo. Da quando sono nato, (anzi anche prima)la mia vita è Campaegli. Tutto ciò che sto portando avanti di concreto nella mia vita è sicuramente legato alla conoscenza e alla passione che questo splendito posto sperduto nell’appennino laziale (ma a soli 50 km da Roma) mi ha trasmesso. Fin da piccolo andavo per boschi con mio nonno, a cercar funghi a scalare monti, a guardare le lepri, i cinghiali, i cavalli e le mucche (che sono allo stato brado),e forse è cominciato tutto da li!. Non penso che mio nonno in quei momenti si rendeva conto cosa stava scaturendo in me, e credo che neanche adesso ne sia bene consapevole. Comunque un grazie speciale va a lui e ai miei genitori che al tempo decisero di comprare casa e mi hanno permesso di vivere Campaegli come io volevo. L’influenza delle sue montagne ,delle splendide faggete ,degli animali selvatici e non , dei funghi e delle abitudini legate a tutto ciò, mi hanno conquistato e si sono impossessate di me, e ora non posso più fare a meno di relazionare la mia vita con questi aspetti naturalistico-forestali che tutt’ora mi stanno formando anche professionalmente. Come l’Africa con il “mal d’Africa”, Campaegli per chi la ama veramente e ama la natura in tutti i suoi aspetti, rende dipendenti , e ti lascia dentro quando te ne vai, un vuoto da colmare, che ti porta dire “ Ci devo tornare”, e non puoi fare a meno di farlo,il tuo cuore te lo chiede. Ormai noi che frequentiamo questo luogo dalla nascita siamo consapevoli che questa è considerabile pressappoco una malattia, da cui siamo affetti: ”Il mal da Campaegli “. D'altronde non è possibile non rendersi conto delle bellezze naturalistiche che ci si trovano davanti, e del silenzio e della solitudine che nei mesi di non villeggiatura creano quell’ambiente inerte e unico in Italia, e che fanno di Campaegli quell’oasi naturale di pieno relax fisico-mentale che fa perdere la concezione del tempo e dello spazio. Premetto che su questo sito non voglio aprire polemiche o dibattiti dovuti all’eccessivo isolamento (anche dai beni di primo consumo) in cui Campaegli è avvolta tuttora, ma vorrei far capire a molti che ritengono questa cosa un handicap, che non lo è! Anzi è l’unicità di Campaegli e come ripeto è quella cosa che la distingue da altri centri urbani a sfondo turistico che dal dopoguerra hanno infestato l’ appennino (Vedi Monte Livata, Marsia, etc etc) . Oggi (dal 1983) Campaegli è salvaguardata dai continui tentativi di ulteriore edificazione che distruggerebbero l’ambiente circostante e Campaegli stessa, dal Parco Regionale dei Monti Simbruini.
|

|
Editor... |